È il dilemma che ogni designer affronta almeno una volta l'anno: rinnovare il costoso abbonamento Creative Cloud o fare il salto nel buio (che poi tanto buio non è) di Affinity? Nel 2025, la battaglia si è fatta ancora più accesa.
Il Re indiscusso: Adobe Photoshop
Photoshop rimane lo standard industriale. Se lavori in una grande agenzia, è obbligatorio. Nel 2025, Adobe ha spinto l'acceleratore sull'Intelligenza Artificiale Generativa (Firefly).
La capacità di espandere immagini, rimuovere oggetti complessi e generare asset dal nulla con un prompt testuale è, ad oggi, impareggiabile. Tuttavia, questo potere ha un costo: un abbonamento mensile che non finisce mai.
Lo Sfidante: Affinity Photo V2
Affinity ha un'arma segreta: la licenza perpetua. Paghi una volta, possiedi per sempre. Ma non è solo una questione di soldi.
Affinity Photo è incredibilmente leggero. Su macchine con chip Apple Silicon, vola. Non ha il bloatware di Adobe e l'interfaccia è pulita, moderna e pensata per chi fa design, non solo fotoritocco. Manca l'AI generativa integrata, ma per il 90% del lavoro quotidiano (color correction, masking, layout), è una bestia.
Quale scegliere?
La risposta, come sempre nel design, è: dipende.
- Scegli Photoshop se: Lavori in team che usano Adobe, hai bisogno assoluto dell'AI generativa per velocizzare i concept, o il budget non è un problema per te.
- Scegli Affinity se: Sei un freelance, odi gli abbonamenti, vuoi un software che non rallenti il tuo computer e apprezzi un workflow più "puro" e manuale.
In Looma, usiamo entrambi. Ma per i progetti personali? Affinity vince a mani basse.